Un altro attacco alla sovranità e alle libertà

ICE e zone rosse “olimpiche” alle Olimpiadi Cortina-Milano 2026
29 gennaio 2026 - Comitato Pace e Disarmo

Apprendiamo con preoccupazione dell’arrivo in Italia di agenti dell’ICE (corpo speciale United States Immigration and Customs Enforcement), in occasione dell’inaugurazione dei giochi olimpici Cortina-Milano 2026.

L’ICE, nelle ultime settimane, incarna lo strumento repressivo scelto dal governo degli USA al servizio delle politiche razziste anti immigrazione, a causa del quale nello stato del Minnesota hanno perso la vita Renee Good e Alex Pretti e sono rimasti feriti centinaia di manifestanti. L’ICE non è un corpo speciale, ma uno strumento violento e aggressivo attraverso cui il governo USA sta erodendo i diritti civili, e al dissenso, dei cittadini statunitensi.

Anche se Antonio Tajani, ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, ha assicurato che l’ICE avrà solo compiti di difesa passiva degli atleti USA, unitamente ad un ruolo di monitoraggio di eventuali rischi e minacce da parte “di organizzazioni criminali transnazionali”, ci opponiamo al fatto che una forza speciale di questo tipo operi in Italia. Inoltre, sottolineiamo che il servizio di scorta della delegazione olimpica non rientra nei compiti dell’ICE che dovrebbe, per l’appunto, occuparsi di contrasto all’immigrazione illegale.

Anche dagli USA giungono informazioni contrastanti e per nulla confortanti; Tricia McLaughlin la sottosegretaria agli Affari pubblici (responsabile della comunicazione del dipartimento di Sicurezza nazionale di cui fa parte ICE), conferma la versione del Ministro dell'interno Matteo Paintedosi circa il fatto che la sicurezza alle Olimpiadi è garantita dalle autorità italiane, ma al contempo informa che l’HSI (Homeland Security Investigations) collabora con l’Italia per «verificare e mitigare i rischi derivanti dalle organizzazioni criminali transnazionali». Dunque, l’HSI sarà comunque impegnata alle Olimpiadi in attività investigative, e l’invio di agenti speciali resta una delle possibilità.

Ad oggi, il dipartimento di pubblica sicurezza del ministero dell’Interno conferma l’accordo di collaborazione con l’ICE e l’HSI, affermando che, comunque, la natura della scorta che accompagnerà la delegazione USA per ora non è nota.

Denunciamo l’alta probabilità che corpi speciali violenti come l’ICE giungano in Italia protetti da una coltre di silenzio e propaganda sempre più insostenibile, e in un clima di normalizzazione di una realtà distopica, ove la cittadinanza perde sempre più rapidamente gradi di sovranità e autodeterminazione.

Cortina-Milano 2026 presenta, però, un altro tassello allarmante; il ricorso alle misure pandemiche ed emergenziali, sempre a suon di decreti, quali l'istituzione delle zone rosse previste per l'inaugurazione delle olimpiadi a febbraio 2026, e l’ipotesi di ricorrere alla DAD (didattica a distanza) per allieve e allievi delle scuole in zone rosse e allo smart working per lavoratrici e lavoratori. La cittadinanza è esclusa, confinata ai margini, controllata, zittita e ammansita.

A Milano sono previste tre zone rosse “olimpiche”: l’area Sempione col braciere olimpico, l’area del Villaggio Olimpico e l’area Santa Giulia con l’Ice Hockey Arena. Nell’area metropolitana saranno, invece, due: una a Rho e l’altra ad Assago. Inoltre, il giorno dell’inaugurazione e durante il passaggio della Fiamma Olimpica, gli istituti scolastici all’interno della circonvallazione milanese saranno chiusi.
L’ennesima scelta che danneggia la vita quotidiana di cittadine e cittadini, i quali vengono trasformati dal proprio governo in intrusi e presenze non gradite. In nome della sicurezza (incorniciata in una logica emergenziale) vengono normalizzati interventi gravemente lesivi.

Ribadiamo preoccupazione verso il fatto che il governo risponda ad esigenze di sicurezza e ordine pubblico ricorrendo a misure che compromettono e indeboliscono le libertà fondamentali dei cittadini (come se le due cose andassero in opposizione) e mostrando, ancora una volta, indifferenza e disinteresse verso chi i territori li vive.

Ciò costituisce un ulteriore segnale della deriva autoritaria che stiamo vivendo in Italia da diversi mesi e che va intensificandosi.

Nell’esprimere piena solidarietà al popolo degli Stati Uniti e alle comunità migranti ivi residenti, e in particolare alla comunità multietnica e multiculturale dello stato del Minnesota che sta vivendo settimane di terrore, invitiamo tutte e tutti al presidio nonviolento sabato 31 gennaio alle 10:30, nei pressi del consolato USA a Napoli (via Caracciolo, altezza Circolo del Tennis), e alla massima diffusione e partecipazione.

Comitato Pace, Disarmo e Smilitarizzazione del territorio – Campania



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